Paris

21 Settembre 2015, Paris

Il primo fine settimana parigino si è concluso.

Inutile dire che rivedere M, venerdì sera all’aeroporto, è stato da togliere il fiato. Ancora sorrido pensando ai nostri sguardi che si incrociano tra la folla, al nostro abbraccio che ha parlato per noi, al nostro primo bacio dopo due settimane di lontananza. Le ho trovate più dure, le sue labbra. Più turgide. Come se la distanza e l’assenza di contatti le avessero in qualche modo irrigidite. Ma quel turgore è durato ben poco.

Sabato sera andiamo a questa festa fuori città.
Lui mi dice di vestirmi semplice ma il mio istinto mi grida di togliere quei dannatissimi jeans, così indosso un vestito. Mai scelta fu più azzeccata.
Arriviamo in questo casale e ci saranno almeno 200 persone, l’odore del loro benestare arriva fino al parcheggio che ci viene cortesemente indicato.
Il ragazzo che ci ha invitati studia con il mio in uno dei più prestigiosi istituti privati di Parigi.. E guardandomi intorno non stento a crederlo. Oltre a lui, M conosce solo altri due ragazzi. Io, d’altro canto, non conosco nessuno e nessuno parla la mia lingua. Molto bene.

Inizio a sentirmi un attimo a disagio (cosa che non succede spesso) quando tutti cominciano a baciarmi. Ora, io sono abituata a stringere la mano e dire il mio nome, quando mi presento o vengo presentata a qualcuno che non conosco. Mi sembra pura logica ed educazione. Qui invece la gente arriva, sborbotta in un alcolico francese mentre stringe la mano al mio ragazzo e poi viene da me e mi bacia sulle guance. Dopo dieci minuti avrò baciato almeno 20 persone, di nessuna delle quali so il nome, e mi sento un pochino frastornata nonostante i tentativi di M di aiutarmi.
Dopo un piattino al ricco buffet, un bicchiere di rum&nonsocosa e due di champagne (buonissimo, tra l’altro. E io detesto lo champagne) le cose migliorano nettamente: i suoi amici sono simpatici e parlano in inglese, in più uno di loro ha portato con sé un’amica polacca che è probabilmente più spaesata di me; con la quale faccio una bella chiacchierata.

Lo champagne scorre a fiumi e credo di averne bevuta almeno una bottiglia, la musica non è niente male e la pista si riempie. Non passa molto tempo prima che mi butti nella mischia, adoro ballare e me ne frego delle circostanze. Passerà un po’ di più, invece, prima che il mio ragazzo mi raggiunga, ché generalmente di ballare proprio non ne vuole sapere. Ma, si sa, le bollicine fanno questo ed altro! Quindi, inebriato, mi concede il nostro primo ballo in assoluto. Mi sono divertita da impazzire.

La festa va per le lunghe e ci ritroviamo, verso le sette del mattino (suppongo), a dirigerci verso la casa del festeggiato, dove dormiremo in una delle spaziose camere degli ospiti, così come i suoi due amici e la ragazza polacca.

La nottata (o mattinata, dipende dai punti di vista) scorre piacevolmente per me, un po’ meno per M che invece deve aver un pelino esagerato e si ritrova svariate volte a fare visita alla toilette. Si scuserà all’infinito per questo ma non lo biasimo.

Quando ci alziamo sono quasi le 14 e ci dirigiamo verso casa dopo un caffé, una spremuta d’arancia e tanti cordialissimi saluti dal ragazzo e dai suoi genitori, che manco a dirlo oltre ad avere una sorta di castello invece che una casa, parlano un inglese invidiabile.

Passiamo il resto della giornata in pieno relax e riposo, godendoci la compagnia reciproca che non sto a dirvi quanto mi sia mancata. Adoro questo ragazzo, sul serio. E’ cosi diverso.

Presto sarà tempo di avventurarmi alla ricerca del lavoro, oggi però mi godo la solitudine in quasta casa che non è la mia, cercando con la scrittura di dar pace alla miriade di domande che si rincorrono nella mia testa.
Riuscirò ad amare quasta città quanto ho amato Londra?
Il mio cuore dice no, il mio cervello si ribella e chiede razionalità, ché ancora non possiamo saperlo. Quello che so per certo è che me lo auguro, che oltre ad essere piena di dubbi sono anche piena di speranze.
Che tra l’altro, inizialmente, credevo che Londra non mi sarebbe mai potuta piacere. Ma questo ve lo racconto la prossima volta 😉

Parigi vista dall'aereo..
                      Parigi vista dall’aereo..

S.

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10 thoughts on “21 Settembre 2015, Paris

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