Paris

15 Novembre 2015, Paris

Quindi quindi quindi. Da dove comincio?? Avrei cosi’ tante cose da dire, ho talmente tanti pensieri che mi frullano per la testa che tentare di afferrarli uno ad uno e metterli nero su bianco è un’impresa. Cerchiamo di andare per gradi.

Vi avevo lasciati dicendo che sarei andata a due colloqui e cosi’ è stato. Ed il primo è stato un successo. La direttrice del personale di questo hotel a cinque stelle in uno dei quartieri più ricchi di Parigi, mi ha messa a mio agio e fatta sentire apprezzata, aveva letto con attenzione il mio cv e creduto nelle mie potenzialità già prima di incontrarmi, e per questo mi aveva contattata. Dopo una breve ma approfondita discussione sulle mie aspettative e intenzioni ci siamo salutate, ma dopo due ore mi aveva già richiamata per fissare una prova. Prova che è andata alla grande, percio’ adesso sono una dei due nuovi (e unici) barman dell’hotel, responsabili del bar e col compito di riredigere una cocktail list più fresca e dinamica. Essendo in due facciamo i turni; lavoro percio’ da sola e da sola mi gestisco, affiancata dal gentilissimo staff del ristorante con cui collaboro strettamente. Ho quindi carta bianca su cosa fare e come farlo, sempre nel rispetto degli alti standard della struttura. Non avrei potuto chiedere di meglio! I turni sono lunghi ma mi permettono di rientrare a casa con i mezzi e di avere ben 3 giorni di riposo a settimana.

Finalmente! Sono felice, era davvero la svolta che aspettavo e di cui avevo estrememente bisogno.

Due sere fa, quasi alla fine del mio turno, la tragedia ha avuto luogo: il bar, da vuoto, si è velocemente riempito di gente spaventata e nervosa. Cercavo con tatto di farli uscire dal bar, dovevo chiudere e anche in fretta se volevo tornare a casa! Ma l’ansia aveva preso il controllo e stava lentamente contagiando anche me, mentre il tempo scorreva inesorabile ed il numero dei morti aumentavano.
“I terroristi sono in fuga, si stanno muovendo! Chiudete le tende delle finestre, chiudete le porte e statene lontani!” Merda. Come faccio? Cosa faccio?!
Con un’ore di ritardo sono finalmente riuscita a chiudere il bar, ma la metro era ormai chiusa e i taxi non viaggiavano, l’idea di prendere un bus notturno non mi ha neanche sfiorata ed M per potermi venire a prendere in macchina avrebbe dovuto attraversare tutta la città passando esattamente in mezzo a quell’inferno. NO! MERDA.
Il direttore dell’hotel ha quindi insistito che io rimanessi li’ a dormire, era più sicuro, non potevo attraversare la città da sola senza avere la minima idea di come farlo. Mi è stata data una camera di lusso e del buon cibo, mi sono tranquillizzata e ho passato ore a tranquillizzare la moltitudine di persone terrorizzate che mi stavano chiamando e scrivendo per sapere come stavo. La mia TV è rimasta spente, non volevo vedere. Il tutto pero’ non è servito a molto. Dopo 4 ore scarse di sonno, mi sono data un tono e ho lasciato quel mio rifugio per incamminarmi verso casa. Le linee della metro, poco prima delle 10 del mattino dopo, funzionavano regolarmente. La città era praticamente deserta.

Il sollievo che mi ha dato l’essere a casa tra le sue braccia è stato immenso, prezioso, rassicurante. Lontani dal centro, dall’orrore, lontani da tutto. Che la paura che abbiamo dentro è già più che sufficiente.
Siamo rimasti a casa ieri e cosi’ faremo oggi. Domani invece, riprenderemo la nostra normale routine. E’ già successo tutto, non accadrà nient’altro. Non puo’, non deve. Non più.

S.

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10 thoughts on “15 Novembre 2015, Paris

  1. Ero preoccupata; sapevo di seguire il blog di una ragazza che vive a Parigi. Purtroppo non ricordavo il tuo nickname o il nome del blog… sono felice di aver letto tue notizie.
    Deve essere stato terribile. È terribile pensare alla distruzione che crea il genere umano.

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    1. Grazie mille del pensiero cara..
      Si, fa paura. E anche se adesso i controlli sono triplicati, una mezza paranoia resta comunque in testa..
      Cose del genere sono inconcepibili, l’uomo è la bestia peggiore.. Non riesco neanche ad immaginare quello che possa provare chi vive in Medio Oriente, per cui tutto questo è all’ordine del giorno da troppo tempo.
      Schifata e spaventata dal mondo 😖

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  2. Quante storie si leggono tra gli amici, la tua è dolce-amara. Ricordavo che vivessi a Parigi ma, forse stupidamente, non ho pensato che qualcuno che “conosco” (così come con altri amici lì) potesse davvero correre un pericolo. E’ stupido, non so ma l’importante è che tu possa raccontare di una cosa che invece ti dà tanta soddisfazione. Magari un giorno verrò a provare uno dei tuoi cocktail!

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    1. Non credo sia stupido, anche se disgrazie del genere ci toccano, le percepiamo sempre con una sorta di distacco.. Che credo sia ciò che ci permette di non impazzire di paura o dolore.
      In ogni caso grazie! E sarebbe un piacere creare qualcosa da farti assaggiare! 😉

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