Paris

17 Gennaio 2016, Paris

Buona sera signori miei..

Come spesso accade, ho voglia di scrivere ma i pensieri che affollano la mia mente sono talmente tanti che faccio fatica ad iniziare.
Potrei farlo dicendo che queste prime due settimane del nuovo anno mi hanno fatta sentire, per cosi’ dire, più parte di questa citta’; ciononostante sento la mia “integrazione” come qualcosa di ancora molto distante, se non quasi inafferrabile.

Mercoledi’ 6 è stato il primo giorno dei saldi e ci siamo concessi un bel giro ad un enorme centro commerciale. Il mio unico acquisto è stato una crêpes alla Nutella ma non c’è male, ci siamo svagati ed intrattenuti, un pomeriggio diverso che è volato.
Il giorno dopo è stata la volta di un’uscita serale con alcuni suoi amici, iniziata a casa di un ragazzo, proseguita a casa di nonsochialtro e finita vagando per le super illuminate e chiccose strade del centro; non siamo riusciti ad entrare in nessuna delle tre discoteche che abbiamo tentato (oserei dire drammatica NDR), ma tra rhum e due risate la nottata è stata comunque divertente.
Venerdi’ sera invece, quattro dei suoi amici più stretti sono venuti a casa nostra: abbiamo fatto fuori 2 bottiglie di tequila giocando a carte e discutendo delle cose più improbabili, passando dalla leggerezza delle serie TV alla serietà della “questione aborto”. Sono stata benissimo, ho riso molto e mi sono rilassata, goduta compagnia, chiacchiere e giochi, senza pensieri. Ne avevo davvero bisogno, mi ha fatto proprio un gran piacere.
A seguire, dopo qualche giorno di lavoro, c’è stata la mia prima uscita con qualcuno che non sia M qui a Parigi. Una ragazza gentilissima e molto carina che lavora alla reception dell’albergo, arrivata in città solo qualche mese prima di me e che, nonostante sia francese, si trova a condividere i miei stessi ostacoli nella socializzazione con chi qui c’è nato e sembra far parte di un circolo chiuso piuttosto disinteressato a cio’ che accade all’esterno. Abbiamo pranzato insieme in una tradizionalissima brasserie parigina, mangiando tartare e anatra, per poi passare il pomeriggio al grande e bellissimo Musée d’Orsay.

MuseeOrsay_20070324

Perché, sfortunatamente ed erroneamente, quando in una città ci vivi e hai un impiego è difficile che tu faccia anche la turista, pensando “tanto sono qui, ho tempo” oppure “la prossima volta che ho un giorno libero faccio questo” e poi non ti decidi mai; o magari sei da sola e non ti senti abbastanza motivata da sfidare il maltempo e il folle reticolo di trasporti, consapevole che al tuo rientro sarai stanca tanto quanto lo sei dopo un giorno di lavoro. E’ stata quindi una bella novità, abbiamo chiacchierato molto come solo tra ragazze si puo’ fare (spettegolando anche un po’, ma solo un pochino ;P ) e siamo state a lungo in silanzio, intente a riempirci occhi e cuore di arte ed emozioni differenti da quelle della quotidianità. Il tutto mi ha fatta sentire un po’ più capita e direi un po’ meno “sola”, messo tra virgolette perché davvero sola non sono ma.. Dai, che sapete cosa intendo.

Dopo di ché, la mia settimana al pezzo è stata intensa, mentre questo weekend è stato all’insegna di riposo e relax. Mi sembra che il tempo scorra ad una velocità vertiginosa e questo mi ricorda tanto Londra, nonostante i sentimenti che provo siano veramente differenti. Nel giro di un mese dovremmo affrontare grandi cambimenti e ancora non sappiamo esattamente quali, il ché mette molto sotto stress e pressione M (essendo che praticamente tutto dipende da lui) e comincia a preoccupare pure me, anche se in maniera ancora lieve.. Pur non essendone certa ci scommetterei, che avremo dei problemi, perché vedo gli ultimi granelli di sabbia scivolare inesorabilemente verso la stretta vita di questa clessidra che non possiamo girare più, e quando faranno quel bel salto per raggiungere gli altri sarà troppo tardi per programmare con calma la via più sicura e giusta. Ma sapete cosa? Non ho paura. Sarà incoscienza, sarà la mia forte razionalità che puntualmente si fa fare le sgambetto dal mio istinto e spirito di avventura. Quella voce nella testa che mi dice “hey, bada che è tardi!” è sovrastata da quella di M, che risuona profonda e cristallina nella mia mente. Dice “Siamo insieme, siamo i più forti. Ce la faremo”. ❤

 

S.

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