Amore e dintorni · Paris

06 Marzo 2016, Paris

Abbiamo traslocato da due settimane esatte, due settimane piene a dir poco.
Ci siamo sistemati meglio, adattati, abbiamo preso nuovi ritmi e nuove abitudini. C’è ancora da lavorarci, ma iniziamo a sentire quel piccolo angolo di mondo come “casa nostra”.
E siamo usciti spesso e io adoro uscire, soprattutto con lui. Il quartiere è davvero “génial”, coke direbbe un parigino: ti attira, ti incuriosisce, ti sprona proprio come avevamo immaginato.

  

E, nota da ricordare, sabato scorso sono uscita con una ragazza (che fa uno stage come sommelier al ristorante dell’hotel) che si sta trasformando di giorno in giorno nella figura più simile – che ho qui –  a quella di un’amica. Quant’era che non uscivo un sabato sera! Mi ha presentata al suo ragazzo e ai suoi amici, a casa di uno dei quali abbiamo fatto un luuungo aperitivo. Dopo di che siamo andati in in localino stile cubano dove abbiamo bevuto rhum come se non ci fosse un domani. M ci ha raggiunti piuttosto tardi, una volta finito di lavorare. Il fatto che a fine serata fossi ancora in grado di parlare un francese ben comprensibile ha evidenziato che ho raggiunto un livello di padronanza della lingua direi discreto. Ha evidenziato anche la mia elevata tolleranza all’alcol, ma questo lo sapevamo già. Sono piuttosto soddisfatta quindi, non c’è che dire.

L’unica recente nota dolente è stata una discussione tra M e me, durata non poco (considerati i nostri standard, s’intende), che mi ha davvero toccata e fatta sentire persa. Ho dubitato, davvero, ed erano dubbi motivati. Alcuni dei quali si annidano ancora dentro me, ma non possiamo predire il futuro – e io anche meno di chiunque altro -, perciò li accantono e vivo al massimo giorno per giorno.
D’altronde è ciò che mi riesce meglio. Sono molto razionale e riflessiva, dicono diplomatica, ma le mie performance migliori sono sempre dettate dall’istinto, che quando prende il comando addioqualcunomifermi.
Tipo quando ho lasciato il mio ex dopo 3 anni e mezzo di relazione in cui ho investito l’anima perché la vedevo come “quella giusta”, che mi ha fatto pensare per la prima volta a convivenza e figli.
Tipo quando ho fatto il biglietto di sola andata per Londra senza esserci mai stata prima e senza aver programmato alcun che.
Tipo quando ho fatto girare M prendendolo per il gilet e l’ho baciato per la prima volta, che di aspettare non ne potevo più.
Tipo quando mercoledì, nel pieno della notte, mi ha promesso che si impegnerà ogni giorno perché tra noi le cose funzionino e funzionino bene e io gli sono scoppiata in lacrime tra le braccia, e gli ho creduto.

  

S.

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8 thoughts on “06 Marzo 2016, Paris

    1. Ma grazie 😊
      Lui spesso mi dice che non vuole stare con me, vuole stare BENE con me ed è esattamente quello che facciamo.. E va talmente bene che quando nasce qualche conflitto la viviamo molto male è molto intensamente entrambi 😕
      Ero senza connessione internet, sennò avrei scritto un post riguardo l’ultima “discussione”.. E sarebbe stato triste 😅
      Ma andiamo avanti e ci vogliamo un bene che non mi sembra vero 😍🙈😊
      Un bacione!!

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