Amore e dintorni

End of 2016, Poland – Early Departures

Ho sempre amato gli animali visceralmente e credo che buona parte del merito sia loro. Ogni anno, dalla mia nascita fino ai 17 anni, passavamo dalle due settimane ai due mesi in Polonia. Lì ho fatto i miei primi passi e accarezzato i primi animali: cani, gatti, conigli, mucche, maiali, cavalli e puledri, ranocchie e chi più ne ha più ne metta. La fattoria che mio nonno teneva, la sua passione condivisa con mio zio allora adolescente, poi giovane uomo. Era parte integrante della loro vita e ha reso la mia infanzia più sana e felice. Anche mia nonna contribuiva, dando una mano col cibo per gli animali e le pulizie. Un’armonia e una dedizione che non possono non essere contagiose.

Ricordo che avevo 8 anni, era una giornata di sole ed ero salita con mio nonno e mio zio sul furgone. Andammo in un campo di fieno che loro iniziarono a cogliere a mano, per poi caricarlo nel cassone e portarlo alla stalla per nutrire cavalli e mucche. Nel mentre, io avevo trovato il mio passatempo: la caccia ai grilli. Più loro smuovevano l’erba e più animaletti colorati e saltellanti balzavano in fuga da ogni dove, ed io li acchiappavo e cercavo di tenerne il più possibile chiusi nel mio piccolo pugno, tra corse e urletti di gioia e sorpresa. Ad un certo punto mio zio si avvicinò e mi disse “Tieni, te ne ho preso uno grande!”. Feci per allungare la manina ma scorsi uno scintillio malizioso nei suoi occhi, che si trasformò in una risata quando dovetti indietreggiare di scatto per evitare che il rospo che aveva nascosto nelle sue manone mi saltasse addosso. Che spavento! Ma ero divertita e soddisfatta, avevo salvato i miei grilli dal pericolo che diventassero la cena del rospaccio.

Adesso, dopo lunghi anni di assenza, il destino ha voluto che tornassi in quel paesino sperduto di campagna, a contatto con le mie origini e parte della mia storia, con gli occhi imperlati di lacrime. All’apparenza nulla è cambiato, in realtà niente è più lo stesso.
Mio nonno se n’è andato diversi anni fa e con lui la fattoria. Mio zio, ormai sposato e con un lavoro a tempo pieno, ha continuato ad avere galline e piccioni.

Adesso, il destino ha voluto prendersi anche lui, nel pieno della sua vita, lasciando mia nonna senza gli uomini di casa e noi con tanti ricordi, preoccupazioni, dolore e qualche rimpianto.

Adesso, mi piace immaginarli di nuovo insieme in un campo come quello che rivedo nella mia memoria da bambina, pieno di sole e gioia, di dedizione e passione, a ridere e scherzare con serenità, nutrendo con quel fieno dorato stalloni scalpitanti che loro cavalcheranno poi verso l’orizzonte, verso un tramonto caldo e
senza fine ❤

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