Amore e dintorni · When in doubt, travel <3

2 Years Together.. Celebrating in Athens

Atene, such a blast!
Sono stati quattro giorni pieni e bellissimi. Adoro viaggiare e scoprire e amo farlo con lui.
Ci siamo eccitati, stupiti, stancati, infreddoliti e accaldati. Ubriacati e baciati a lungo. Abbiamo visto un tramonto da film col Tempio di Poseidone alle nostre spalle e le isole greche che si tingevano di rosso davanti ai nostri occhi. Abbiamo respirato aria pura e pace, abbiamo vissuto la natura e vissuto la città. Coccolati in tutti i sensi, non ci siamo fatti mancare nulla. Cenato con una vista mozzafiato e una bottiglia di vino troppo costosa ma chi se ne frega, dobbiamo festeggiare. Due anni insieme e un amore così grande da sorprendere entrambi.
Lui ha delle ombre he risalgono a molto prima di me, di noi; ombre che non lo lasciano in pace ma che sono determinata a combattere al suo fianco, che un’anima bella come la sua non si incontra tutti i giorni e io voglio tenermela stretta. Lui sembra non capire come io possa essere ancora qui, come possa non aver paura di quelle ombre e teme per la mia serenità. Che sciocco, non si rende neanche conto dell’immensità che mi regala ogni giorno, anche in quelli più bui.
E un momento buio c’è stato, il terzo giorno nella capitale greca. In hotel prima di uscire per cena, lo sentivo distante e quasi malinconico. Abbiamo parlato a lungo e seduta su di lui, abbracciandolo stretto a me, gli ho detto che voglio festeggiare altri 80 anniversari in altrettanti Paesi, che non me ne andrò finché non avrò visto con lui il tramonto da ogni singola costa di questo mondo. Poi ho baciato le sue lacrime calde di emozione, e di parole non ne sono servite più ♥

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S.

Amore e dintorni · Barcelona

Sparkles of an Ordinary Life #3 BCN

E’ domenica, sono le 10. Finalmente una mattina che possiamo passare insieme, senza che lui corra per andare a lavoro mentre lo saluto in dormiveglia.
Mi muovo piano, cerco di non svegliarlo: ho voglia di sorprenderlo, preparargli una colazione speciale. Adora il primo pasto della giornata, fa colazione anche quando ci alziamo alle 2 del pomeriggio e io vorrei solo un bel piatto di pasta.. E’ un goloso e so come prenderlo.
Nonostante abbia il sonno più pesante che io abbia mai conosciuto, sente i miei movimenti e mi abbraccia, sussurrando un buongiorno ad occhi chiusi.
Lo bacio piano, sorridendo. Gli dico che mi alzo a preparargli una super colazione, sicura che andrà matto. E invece quella che rimane sorpresa sono io.
Cercando il contatto col mio corpo e mischiando l’inglese all’italiano, mi dice:
“Dai, for once that we have some time together.. Coccolini!”
E io mi sciolgo.
La colazione gliela preparo.. Più tardi però  ♥

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S.

Amore e dintorni

End of 2016, Poland – Early Departures

Ho sempre amato gli animali visceralmente e credo che buona parte del merito sia loro. Ogni anno, dalla mia nascita fino ai 17 anni, passavamo dalle due settimane ai due mesi in Polonia. Lì ho fatto i miei primi passi e accarezzato i primi animali: cani, gatti, conigli, mucche, maiali, cavalli e puledri, ranocchie e chi più ne ha più ne metta. La fattoria che mio nonno teneva, la sua passione condivisa con mio zio allora adolescente, poi giovane uomo. Era parte integrante della loro vita e ha reso la mia infanzia più sana e felice. Anche mia nonna contribuiva, dando una mano col cibo per gli animali e le pulizie. Un’armonia e una dedizione che non possono non essere contagiose.

Ricordo che avevo 8 anni, era una giornata di sole ed ero salita con mio nonno e mio zio sul furgone. Andammo in un campo di fieno che loro iniziarono a cogliere a mano, per poi caricarlo nel cassone e portarlo alla stalla per nutrire cavalli e mucche. Nel mentre, io avevo trovato il mio passatempo: la caccia ai grilli. Più loro smuovevano l’erba e più animaletti colorati e saltellanti balzavano in fuga da ogni dove, ed io li acchiappavo e cercavo di tenerne il più possibile chiusi nel mio piccolo pugno, tra corse e urletti di gioia e sorpresa. Ad un certo punto mio zio si avvicinò e mi disse “Tieni, te ne ho preso uno grande!”. Feci per allungare la manina ma scorsi uno scintillio malizioso nei suoi occhi, che si trasformò in una risata quando dovetti indietreggiare di scatto per evitare che il rospo che aveva nascosto nelle sue manone mi saltasse addosso. Che spavento! Ma ero divertita e soddisfatta, avevo salvato i miei grilli dal pericolo che diventassero la cena del rospaccio.

Adesso, dopo lunghi anni di assenza, il destino ha voluto che tornassi in quel paesino sperduto di campagna, a contatto con le mie origini e parte della mia storia, con gli occhi imperlati di lacrime. All’apparenza nulla è cambiato, in realtà niente è più lo stesso.
Mio nonno se n’è andato diversi anni fa e con lui la fattoria. Mio zio, ormai sposato e con un lavoro a tempo pieno, ha continuato ad avere galline e piccioni.

Adesso, il destino ha voluto prendersi anche lui, nel pieno della sua vita, lasciando mia nonna senza gli uomini di casa e noi con tanti ricordi, preoccupazioni, dolore e qualche rimpianto.

Adesso, mi piace immaginarli di nuovo insieme in un campo come quello che rivedo nella mia memoria da bambina, pieno di sole e gioia, di dedizione e passione, a ridere e scherzare con serenità, nutrendo con quel fieno dorato stalloni scalpitanti che loro cavalcheranno poi verso l’orizzonte, verso un tramonto caldo e
senza fine ❤

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Amore e dintorni · Barcelona

Sparkles of an Ordinary Life #2 BCN

Domani sarà il mio compleanno.
Stiamo bevendo vino rosso, un aperitivo nell’attesa che uno dei due si decida a mettersi ai fornelli.
Sul divano, leggo un libro. Lui si alza per uscire a fumare.
Alzo gli occhi, reclamando un bacio che ricevo prima sulla fronte, poi sulle labbra.
“Ti amo amore”, gli dico.
“Ti amo anch’io.”
“Anche se sono vecchia?”
“Non sei vecchia. Domani sarai vecchia. Domani vedremo”.
Con un mezzo sorriso e la sigaretta di traverso si allontana, mentre io prendo il cellulare per scrivere di questo momento che può sembrare insignificante, ma che non voglio scordare più.

S.

Amore e dintorni · Barcelona

Sparkles of an Ordinary Life #1 BCN

Metro piuttosto affollata, noi in piedi di fronte a diversi passeggeri seduti.
Chiacchierando con lui mi giro e mi rendo conto che l’uomo sul sedile di fronte a me ha gli occhi socchiusi, gli si vede uno spicchio di sclera e parte dell’iride, che punta verso l’alto. Con la testa reclinata indietro, sembra in trance. Non saprei dire se lo definirei buffo o inquietante.
Guardo M sollevando le sopracciglia, sorridendo e lui mi dice:
“Perché, non lo sai? E’ colpa tua, è l’effetto che spesso fai alla gente. Ti guardano e restano sotto shock, gli fai venire le convulsioni.”
Inizio a ridere.
“Davvero! Te non te ne accorgi, ma anche ieri camminando sul marciapiede un ragazzo ti ha guardata, ha tentennato e poi ha rovesciato gli occhi, sbavando, in trance.”
Rido più forte, lo spingo, gli dico di smetterla.
La mia risata sveglia pure il suddetto passeggero, a quel punto confuso.

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S.